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Eravamo solo operai ed ex operai
Siamo cittadini ben determinati, tutti reduci di un massacro annunciato, innescato in molte fabbriche italiane.
Un massacro che non ha ancora raggiunto l’apice della sua mostruosa… manifestazione di morte.
Qualcuno non potrà mai dormire sonni tranquilli.

Si chiamava Franco Camporeale, lavoravamo sulla stessa macchina…
veniva al lavoro, si appoggiava alla macchina e vomitava l’anima.
Io pulivo e poi gli dicevo: “Franco, ma cosa fai qua? Non vedi che stai male? Stai a casa!”
e lui mi rispondeva: “Se vado a casa mi mandano subito il medico fiscale e mi fa rientrare”
Aveva 45 anni quando è morto.

Non sto qua a farla lunga… sono qua e la sto raccontando ancora.. dopo 11 anni..
e quanti amici miei nel frattempo sono morti… anche più giovani di me.
Ecco quando siamo venuti in possesso di questo documento, ritrovato tra gli archivi dei documenti della Breda, ecco qua tutta la rabbia che si scatena dentro di me.. perchè tutti sapevano e nessuno…
nessuno ha parlato.

Mia moglie è scoppiata e io l’ho presa e le ho detto: “cosa fai, adesso non è il momento di piangere”. Ho chiesto al professore: “Cosa mi consiglia?” - e lui mi ha detto molto francamente: “lei può fare la chemio, può fare la radioterapia, ma se non si ferma, dopo diventa una cosa devastante” - “e allora professore cosa mi consiglia?” - “L’intervento.”
Ancora oggi, come in quel momento, vedo tutto in bianco e nero, non c’è più calore non c’è più vita intorno a me. Sono già morto.

Tutti sapevano e nessuno ha parlato. Lo sapevano i sindacati. Lo sapeva la direzione dell’azienda. Lo sapeva l’assessorato alla sanità. Lo sapevano tutti, e non gli operai che c’erano dentro. E così ci hanno condannato a morte, a menomazioni, ma non solamente noi che lavoravamo all’interno della fabbrica. Perché le fabbriche non sono state costruite sotto una campana di vetro. Ma anche i cittadini di Sesto, quelli di Monza, quelli di Cinisello, di Bresso, di Cormano, di Cologno, di Milano.

La polvere che uccide.
Voi mi avete tolto la voce.
Questa è la mia nuova voce.
Io qui rimango.
E grido tutto il mio disprezzo
per quello che ci avete fatto.